CHIAMATEMI FRANCESCO

Durata: 98 min

Genere: Biografico

Lingua: Italiano

Età 10

Regia: D. Luchetti

Anno: 2015

Con: R. De La Serna, S. Hernandez, M. Moran, M. Santana

Critica Valutazione Pastorale: Si torna con la memoria al 1981, quando usci nelle sale "Da un paese lontano", il film che il polacco Krzysztof Zanussi aveva realizzato in tempi decisamente rapidi sul connazionale Karol Wojtyla, il quale, nato nel 1920, era diventato Pontefice di Roma il 16 ottobre 1978. Da allora la storia ha fatto tante capriole, fino ad arrivare alla scelta di un Pontefice proveniente ancora da più lontano, dall'altra parte dell'Oceano, e del mondo, e far arrivare in Vaticano il card. Jorge Bergoglio con il nome di Papa Francesco. E' già entrato nel cuore e nella mente di tutti questo modo rapido di chiamarlo, di salutarlo e di parlarci, diretta conseguenza, forse, di quel 'buona sera', così semplice e familiare che il Pontefice volle rivolgere ai fedeli in Piazza S. Pietro la sera della sua elezione. Era il marzo del 2013 e quel tono intimista e spoglio sarebbe diventato un modo di fare e atteggiarsi non più eliminabile. Sono passati appena due anni ed ecco nei cinema "Chiamatemi Francesco", un film su Papa Bergoglio. Nella non facile impresa di realizzare un film su una figura già tanto carismatica si è cimentato Daniele Luchetti, regista italiano dal curriculum importante (Il portaborse, 1991; La scuola, 1995; Mio fratello è figlio unico, 2007; La nostra vita, 2010) fortemente segnato da storie tra cronaca sociale, denuncia, sentimenti esasperati.Il film ripercorre 50 anni di storia con pulizia e precisione : dalle vittime dei militari alla generosa dedizione di Bergoglio per indifesi e ultimi, il quadro è sincero, giusto, coerente. Allo stesso tempo segnato da un tono didattico che forse utile per coinvolgere di più il pubblico ma al contempo rinuncia ad ogni sguardo profondo, inquieto, sofferto. E' il Francesco della gioia e della chiesa aperta a tutti. E' il Papa che non teme un film, anche se non del tutto riuscito. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme realistico.

E' il racconto del percorso che ha portato Jorge Bergoglio, figlio di una famiglia di immigrati italiani a Buenos Aires, alla guida della Chiesa Cattolica. E' un viaggio umano e spirituale durato più di mezzo secolo, sullo sfondo di un paese – l'Argentina – che ha vissuto momenti storici controversi, fino all'elezione al soglio pontificio nel 2013.
Giudizio: Consigliabile/realistico

98 min

Genere: Biografico

Lingua: Italiano

Età 10

Regia: D. Luchetti

Anno: 2015

Con: R. De La Serna, S. Hernandez, M. Moran, M. Santana

Critica Valutazione Pastorale: Si torna con la memoria al 1981, quando usci nelle sale "Da un paese lontano", il film che il polacco Krzysztof Zanussi aveva realizzato in tempi decisamente rapidi sul connazionale Karol Wojtyla, il quale, nato nel 1920, era diventato Pontefice di Roma il 16 ottobre 1978. Da allora la storia ha fatto tante capriole, fino ad arrivare alla scelta di un Pontefice proveniente ancora da più lontano, dall'altra parte dell'Oceano, e del mondo, e far arrivare in Vaticano il card. Jorge Bergoglio con il nome di Papa Francesco. E' già entrato nel cuore e nella mente di tutti questo modo rapido di chiamarlo, di salutarlo e di parlarci, diretta conseguenza, forse, di quel 'buona sera', così semplice e familiare che il Pontefice volle rivolgere ai fedeli in Piazza S. Pietro la sera della sua elezione. Era il marzo del 2013 e quel tono intimista e spoglio sarebbe diventato un modo di fare e atteggiarsi non più eliminabile. Sono passati appena due anni ed ecco nei cinema "Chiamatemi Francesco", un film su Papa Bergoglio. Nella non facile impresa di realizzare un film su una figura già tanto carismatica si è cimentato Daniele Luchetti, regista italiano dal curriculum importante (Il portaborse, 1991; La scuola, 1995; Mio fratello è figlio unico, 2007; La nostra vita, 2010) fortemente segnato da storie tra cronaca sociale, denuncia, sentimenti esasperati.Il film ripercorre 50 anni di storia con pulizia e precisione : dalle vittime dei militari alla generosa dedizione di Bergoglio per indifesi e ultimi, il quadro è sincero, giusto, coerente. Allo stesso tempo segnato da un tono didattico che forse utile per coinvolgere di più il pubblico ma al contempo rinuncia ad ogni sguardo profondo, inquieto, sofferto. E' il Francesco della gioia e della chiesa aperta a tutti. E' il Papa che non teme un film, anche se non del tutto riuscito. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme realistico.

E' il racconto del percorso che ha portato Jorge Bergoglio, figlio di una famiglia di immigrati italiani a Buenos Aires, alla guida della Chiesa Cattolica. E' un viaggio umano e spirituale durato più di mezzo secolo, sullo sfondo di un paese – l'Argentina – che ha vissuto momenti storici controversi, fino all'elezione al soglio pontificio nel 2013.
Giudizio: Consigliabile/realistico
Per la presenza di alcuni passaggi rilevanti di carattere storico riguardante il periodo buio delll'Argentina (questione dei desaparecidos e torture), sconsigliamo la visione per i bambini sotto i dieci anni. Per le medie, invece, consigliamo sempre in generale che siano ben preparati all’argomento nell’eventualità della visione.
Il film è adatto a tutti. E’ molto popolare nel coinvolgimento per lo stile, le musiche e il ritmo della narrazione ma anche autorevole nella ricostruzione storica. Commuove ma non è un “santino”. E’ innegabile la sensazione di fiducia e di
bene che il film durante riversa nello spettatore: sapere che la figura protagonista raccontata è ancora esistente,
strategica e “operativa” dona un grande senso di speranza. Al contempo non è un film troppo religioso ma nemmeno
troppo laico: per questo motivo può tenere insieme un pubblico molto abituato al cinema come no e altrettanto un pubblico molto laico come un pubblico più legato alle comunità delle parrocchie limitrofe alla SdC.
Fonte CNVF Acec.
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