Approfondimento Cinematografico

Ultimi appuntamenti con il Cinema Incontro. Fino al 3 giugno potrete immergervi nelle atmosfere avventurose dell'appassionante saga de I Pirati dei Caraibi. Lunedì 29 maggio alle 21 proporremo il film Barriere, con il quale concluderemo la stagione del cineforum.


PIRATI DEI CARAIBI 5- LA VENDETTA DI SALAZAR

Ritornano le entusiasmanti avventure di Jack Sparrow. In questo nuovo episodio il temibile capitano Salazar decide di eliminare tutti i pirati del mare e scappa dal Triangolo del Diavolo con il suo esercito di marinai fantasma utilizzando la nave Silent Mary, in passato bellissima e ora spettrale.

Sparrow è in pericolo e la sua unica salvezza è rappresentata dal Tridente di Poseidone, che può annullare le maledizioni; per recuperare l'amuleto Jack deve necessariamente unirsi a un'astronoma e a un giovane marinaio. 

Nel cast troviamo anche Paul McCartney. Il film è avvincente e pieno di suspense. Ci saranno come sempre scene d'azione ed effetti speciali.

 

Data uscita:                                                  24/05/2017

Genere:                                                                       avventura e azione

Paese:                                                            Stati Uniti

Durata:                                                          153 min con intervallo di 6 min

Regia:                                                            Joachim Roenning ed Espen Sandberg

 

 

 

 


BARRIERE

Lunedì 29 maggio alle 21

Questo intenso film di Denzel Washington racconta la storia di Troy Maxon, un campione di baseball che in gioventù a causa della segregazione razziale ha dovuto giocare nella Negro League. Troy vive a Pittsburgh in Pennsylvania ed è sposato con un figlio, Cory.

Cory decide di partecipare a una selezione per vincere la borsa di studio dell'università. Ha anche la passione per il football. Questa scelta scatena conflitti in famiglia: i genitori non vogliono che il figlio si illuda, ma siamo nella metà degli anni '50 e la società sta lentamente cambiando.

Troy, il protagonista, pone delle barriere a se stesso e all'ambiente che lo circonda, perché è stato costretto a mettere da parte tutti i suoi sogni. Le tematiche sociali legate alla condizione dei neri negli Stati Uniti si intrecciano con le problematiche famigliari e individuali rendendo Barriere molto interessante.

Il film ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali il premio Oscar e il Golden Globe per la migliore attrice non protagonista (Viola Davis). Ricordiamo inoltre che Barriere è tratto da un testo teatrale di August Wilson, il quale è diventato famoso per opere teatrali che hanno come protagoniste persone afroamericane del XX secolo.

Data uscita:                                         23/02/2017

Genere:                                                drammatico

Paese:                                                   Stati Uniti

Durata:                                                 139 min con intervallo di 6 min

Regia:                                                   Denzel Washington

 

 

 


 

 

 

Con questo adattamento della celebre fiaba che ha incantato i bambini di tutto il mondo, la Disney avvia una nuova fase della sua produzione iniziata l'anno scorso con Il Libro della giungla: la trasposizione con attori dei cartoni animati di maggior successo. La storia de la Bella e la Bestia è stata portata al cinema molte volte: ricordiamo il film d'animazione del 1991 e quello francese del 2014. Nel 2010 e 2011 il pubblico italiano ha potuto anche apprezzare il musical teatrale a Milano e Roma.

Si pensa che la storia d'amore tra la bestia e una bella fanciulla sia tratta da un avvenimento realmente accaduto: a metà del '500 un uomo affetto da una malattia che provoca un eccesso di peluria sul corpo visse alla corte francese e sposò una giovane donna.

Il racconto fu pubblicato per la prima volta nel 1740 da Gabrielle Suzanne Barbot de Villeneuve per poi essere ripreso e abbreviato da Jeanne Marie Leprince de Beaumont alcuni anni dopo, ma alcuni sostengono che ci sia anche una versione italiana del '500.

In quest'ultimo lungometraggio la storia è ambientata nel '700, mentre nel cartone animato del 1991 il luogo e l'epoca sono indefiniti. Inoltre la sceneggiatura si ispira maggiormente al racconto di Villeneuve, perché mostra in maniera più dettagliata le vite dei protagonisti.

Belle è un personaggio progressista: lascia il paese per salvare il padre prigioniero della bestia, ama la letteratura, non porta il corsetto e indossa stivali per essere più libera nei movimenti. Impara anche a conoscere il "mostro"scoprendone delle qualità.

I costumi e gli accessori rispecchiano la moda dell'epoca, mentre il castello è stato realizzato seguendo gli stili del Rococò francese e del Barocco italiano. Sono presenti gli elementi magici, come il candelabro Lumière, la teiera Mrs. Bric, Madame de Gardarobe e il maggiordomo-orologio Tockins.

L'ambientazione scenografica e il design creano un'atmosfera incantata, suggestiva e molto coinvolgente.

 

Data uscita:                       16/03/2017

Genere:                              fantastico

Paese:                                Stati uniti

Durata:                              123 min con intervallo di 6 min

Regia:                                Bill Condon

 


 

CINEFORUM 2017

LA STRADA, LO SGUARDO, LA META

Il tema del cineforum di quest'anno è il viaggio, inteso come esperienza di vita che porta a vedere la realtà con occhi nuovi. Le vicende raccontate conducono i protagonisti a scoprire un mondo diverso: a volte intraprendendo un viaggio vero, come in Captain Fantastic, Room e Lion, altre volte effettuando delle scelte personali come in Sing Street e Paterson. Diverso è il caso di Sully, perchè narra l'odissea di un uomo che si trova in una situazione molto drammatica (vedi sotto).

 

CAPTAIN FANTASTIC                                        

In programmazione lunedì 6 marzo alle 21

                                                            

Ben vive con la sua famiglia (la moglie e i sei figli)  tra le foreste del Pacifico settentrionale a stretto contatto con la natura, ma lontano dalla società contemporanea.

Insegna ai suoi figli a rispettare l'ambiente e dà loro un'istruzione: i ragazzi studiano lingue, letteratura, storia, scienze e musica. La morte della moglie, però, obbliga Ben a intraprendere un viaggio nel mondo reale di cui tutti facciamo parte e che l'uomo ha sempre rifiutato.

Questo viaggio farà emergere fragilità e difficoltà all'interno della famiglia. La storia sviluppa quindi tematiche psicologiche attraverso un percorso che conduce all'introspezione.

Il film è stato presentato nella sezione Un certain regard allo scorso Festival di Cannes.

Data uscita:              07/12/2016

Genere:                    drammatico

Paese:                      Stati Uniti

Durata:                    118 min con intervallo di 10 min

Regia:                      Matt Ross

 


ROOM

Lunedì 13 marzo alle ore 21

Un viaggio introspettivo per riscoprire la libertà: una madre vive con il proprio figlio in una stanza, perché prigioniera di un uomo. La donna cerca di ricreare un ambiente rassicurante per il bambino, ma un giorno decide di fuggire con lui e la realtà esterna le causerà un crollo psicologico.

Data uscita:           03/03/2016

Genere:                 drammatico

Paese:                    Irlanda

Durata:                  118 min con intervallo di 6 min

Regia:                    Lenny Abrahamson

 


SING STREET

  Lunedì 20 marzo alle ore 21

Un viaggio musicale che arricchisce la vita di un gruppo di ragazzi irlandesi degli anni '80: un giovane di Dublino decide di formare una band per evadere da una difficile situazione familiare. Il gruppo si sposta a Londra, dove emergono forti sentimenti di fratellanza tra i ragazzi.

Data uscita:        09/11/2016

Genere:               drammatico, musicale

Paese:                 Irlanda

Durata:               105 min con intervallo di 6 min

Regia:                 John Carney

 


LION- LA STRADA VERSO CASA

  Lunedì 27 marzo alle ore 21

Il film racconta la vera storia di Saroo, un ragazzo australiano di origine indiana, che parte per l'India alla scoperta delle sue origini. Nella metà degli anni '80 Saroo ha cinque anni e segue sempre il fratello sui treni per guadagnare qualcosa. Un giorno il bambino sale su un treno sbagliato e si ritrova a Calcutta; poi viene adottato da una famiglia australiana e inizia una nuova vita. Il viaggio è qui inteso come ricerca personale per capire e ottenere delle risposte.

Data uscita:                       22/12/2016

Genere:                             drammatico

Paese:                                Australia, Gran Bretagna, Stati Uniti                           

Durata:                              120 min con intervallo di 6 min

Regia:                                Garth Davis

 


PATERSON

  

 Lunedì 3 aprile alle 21

Presentato al Festival di Cannes 2016, il film narra la vita di Paterson, autista di autobus, che ogni giorno grazie al suo lavoro conosce le storie di diverse persone. Il protagonista scrive anche poesie e condivide con la moglie passioni, aspirazioni e progetti.

Data uscita:                             29/12/2016

Genere:                                   drammatico, commedia

Paese:                                      Stati uniti 

Durata:                                    117 min con intervallo di 6 min                                 

Regia:                                      Jim Jarmusch   

 

 


Sono cognati e vivono a Pietrammare, paesino della Sicilia dove gestiscono insieme un chiosco sulla piazza principale. Il marito della sorella di Valentino, a sua volta sorella della moglie di Salvo, è Pierpaolo Natoli, un professore di liceo dagli elevati valori morali e la condotta integerrima. Pierpaolo si candida a sindaco di Pietrammare contrapponendosi a Gaetano Patanè, il primo cittadino in carica, un concentrato di corruzione e malaffare: vuole proporre un cambiamento radicale che metta fine al degrado etico ed estetico che Patanè ha incoraggiato nel paese. A sorpresa, i compaesani votano Natoli sindaco, ma una volta eletto questi esigerà il rispetto assoluto delle regole: e si sa, in Italia chi invoca la legalità lo fa sempre riferendosi agli altri, mai a se stesso. Salvo e Valentino rappresentano bene la popolazione di Pietrammare: da una parte i molti, come Salvo, che nel malcostume ci sguazzano, traendone il proprio piccolo o grande tornaconto; dall'altra i pochi come Valentino che vorrebbero un paese migliore, più onesto e rispettoso del prossimo. Ma i due cognati scopriranno di essere meno diversi di quanto pensassero perché quella verso la legalità è una strada in salita, soprattutto per chi non è mai stato abituato a percorrerla.
Salvatore Ficarra e Valentino Picone aggiungono un altro tassello alla loro filmografia di autori, registi e interpreti di racconti comici del malcostume italiano (spesso specificatamente siciliano) con un intento civico superiore a quello della commedia italiana media contemporanea, ma mai eccessivamente graffianti e poco inclini ad antagonizzare il proprio fedele pubblico. L'ora legale da un lato affronta di petto il tema "caldo" di un'Italia ingovernabile a cominciare dal basso, dall'altro assesta un colpo al cerchio e uno alla botte nel momento in cui, ad esempio, caratterizza Pierpaolo (interpretato da Vincenzo Amato con insolita inespressività) come anonimo e incolore, ben lontano da un carismatico Barack Obama seppure in sedicesimo, mentre Salvo (Ficarra) è pirotecnico e irresistibile, un Lucignolo per cui è impossibile non provare simpatia. 


È inquietante anche la tempistica dell'uscita de L'ora legale. Da un lato arriva un anno dopo il successo di Quo vado?, cui il dream team di sceneggiatori composto, oltre che da Ficarra e Picone, da Edoardo De Angelis (regista di Perez e Indivisibili), Nicola Guaglianone (sceneggiatore di Lo chiamavano Jeeg Robot) e Fabrizio Testini (storico sodale del duo palermitano ma coautore, fra gli altri, anche di Checco Zalone), sembra essersi adeguato in corsa. Dall'altro risente dell'eco dei recenti accadimenti politici che, come sempre nell'Italia dei nostri giorni, superano di gran lunga l'immaginazione e la vis comica degli autori cinematografici. L'ora legale appare dunque indeciso fra appoggiare la vocazione civile di Pierpaolo o criticarne l'eccessiva rigidità, fra promuovere il cambiamento o depotenziarne l'ideologismo radicale, e si muove fra populismo e satira sociopolitica con più ambiguità che convinzione. Il risultato è comunque divertente e in qualche modo coraggioso, ha la grazia che caratterizza tutti i film di Ficarra e Picone, e pone una domanda importante: che Paese vogliamo essere? Siamo davvero pronti per un mondo dove le regole vengono rispettate da tutti, noi compresi? E ancora, per citare una battuta del film: l'Italia, l'onestà, se la può permettere? L'ora legale resterà in ogni caso un documento del momento storico-politico che stiamo attraversando, sospeso tra paura e speranza, tra la curiosità e il timore di scoprire qual è Italia che ci meritiamo davvero.

 

Articolo tratto da:

http://www.mymovies.it/film/2017/loralegale/


 

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Ambientato nella Polinesia di 2000 anni fa, Oceania narra le avventure della principessa Vaiana, che parte per un lungo viaggio nell'oceano alla ricerca di nuove risorse per la sopravvivenza del suo popolo. Coraggio, determinazione, avventura ed ecologia caratterizzano questo nuovo film della Disney.

I paesaggi e i personaggi sono stati creati al computer tranne i tatuaggi del semidio Maui, per i quali è stata utilizzata la tecnica del disegno tradizionale. La protagonista veste gli abiti tipici polinesiani: i creatori della Disney, insieme ad esperti di storia e antropologia, hanno visitato le isole del Pacifico meridionale per conoscere meglio la cultura locale.

Oceania è un'esplosione di colori con scenari stupendi, tra i quali spiccano la vegetazione rigogliosa e il mare limpido . E' un viaggio fantastico per scoprire luoghi esotici ricreati con le moderne tecnologie garantendo agli spettatori una visione ottimale e coinvolgente: la dea Tefiti ricoperta di fiori e di verde, gli effetti speciali e la riproduzione delle navi degli antenati ne sono un esempio.

Negli ultimi anni sono cambiati i protagonisti delle fiabe di animazione. Non più principi, ma ragazze coraggiose che non cercano necessariamente l'amore. Ne sono stati un esempio Ribelle e Frozen. Anche Oceania si presenta come un film di rottura rispetto alla passata tradizione: la società contemporanea è cambiata e i ragazzi si identificano maggiormente con queste nuove eroine.

Cenerentola, Biancaneve e Ariel hanno lasciato il posto a Merida (Ribelle), Anna (Frozen) e Vaiana. Le fiabe classiche rappresentano una società in cui la donna si realizza nel matrimonio. Per questo motivo la figura del principe forte e sincero è indispensabile: la principessa viene salvata dal giovane nobile dopo il superamento di alcune prove.

Oggi la donna ha assunto un ruolo diverso e anche le fiabe si stanno adattando ai nuovi modelli sociali. L'unico elemento in comune riguarda la presenza della magia, con la quale si affrontano le difficoltà. In Oceania, inoltre, l'attenzione per l'ambiente è un tema attuale e molto sentito: la dea Tefiti simboleggia la natura e quando le viene rubato il cuore si ribella all'uomo diventando un mostro.

Data uscita: 22/12/2016

Paese:          Stati Uniti

Durata:        113 minuti con intervallo di 10 min

Regia:          John Muskers e Ron Clements

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NON C’È PIÙ RELIGIONE (Luca Miniero)

Una fiaba multietnica fiacca ed evanescente

di Paolo Perrone

8 dicembre 2016

A Portobuio, il piccolo paese di un’isola incontaminata del Meridione,si allestisce un presepe vivente che attrae molti turisti. Da anni, però, non nascono più figli, e l’unico ragazzino destinato a interpretare il Bambin Gesù è ormai troppo grande e grosso. Come risolvere la situazione? Il neo eletto sindaco, tornato sull’isola dopo aver fallito come politico al Nord, prende in mano la situazione e, insieme ad una suora che gestisce una pizzeria, si rivolge alla comunità musulmana che vive in loco, guidata da un amico d’infanzia convertitosi all’islam per amore…

La convivenza possibile tra le diverse fedi, le distanze relazionali sempre più accorciate nella società multietnica contemporanea, il richiamo ad un presente in cui si mettono al mondo sempre meno figli, un’idea di “italianità” ruspante pronta ad arrangiarsi in ogni occasione, con semplicità, inventiva e un pizzico di ruffianeria.

Non c’è più religione intende raccontare tutto questo con leggerezza, toccando le corde sensibili di spettatori ben addestrati alla risata dai precedenti lungometraggi di Luca Miniero (in particolare il fortunatissimo dittico Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord). Il problema, però, è che, a differenza dei film citati, a sorreggere le prove d’attore dei collaudati Claudio Bisio e Angela Finocchiaro, qui affiancati da Alessandro Gassmann, non c’è una sceneggiatura all’altezza (nonostante l’apporto di Sandro Petraglia), bensì un copione che anziché ritrarre in punta di penna ma con arguzia calcolata le traiettorie dei protagonisti si limita a “spennellare” caratteri e tic, allineando uno dopo l’altro cliché e luoghi comuni senza riuscire a integrare davvero nel tessuto narrativo del film istanze tanto percepite dal largo pubblico quanto complesse e delicate.

Il risultato è una pellicola deludente, stiracchiata, senza una scintilla che illumini le vicende, prevedibili e nemmeno spassose come pretenderebbe una favola in forma di commedia. L’adolescente con i brufoli, i baffetti e sovrappeso, il lama che sputa addosso al sindaco davanti al vescovo giunto sull’isola per un sopralluogo, la condivisione del ramadan e l’uso della chiesa del paese a giorni alterni, le riprese aeree delle Tremiti sono così tasselli indistinti di un mosaico arruffato e affrettato. Dove si passa con disarmante scioltezza dalle citazioni del Corano a quelle della Bibbia, si invocano sconosciute divinità africane e si fa irrompere sulla scena persino il buddismo.

Regia: Luca Miniero

Nazionalità: Italia, 2016

Durata: 90

Interpreti: Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Alessandro Gassmann

 


Grazie a tutto il pubblico che ha apprezzato il film. La saga continuerà nei prossimi anni!

I


PARLIAMONE CON UN FILM

«Fai bei sogni», il proprio passato con il quale occorre fare i conti per continuare a vivere

di Gianluca BERNARDINI

Un film di Marco Bellocchio. Con Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Guido Caprino, Nicolò Cabras, Dario Dal Pero, Roberto Herlitzka, Miriam Leone. Drammatico. Ratings: Kids+13. Durata: 113 minuti. Italia-Francia 2016. 01 Distribution

 

14.11.2016

Liberamente ispirato all’omonimo libro di Massimo Gramellini, è uscito in questi giorni in sala «Fai bei sogni», di Marco Bellocchio. Un’opera ben scritta e ben raccontata che ha come protagonista Massimo, un bimbo di nove anni, che una notte d’inverno del 1969, in una Torino imbiancata dai fiocchi di neve, perde improvvisamente l’adorata mamma. Nessuno osa dirgli cosa sia successo, nessuno vuole parlare, tutti cercano di fargli «accettare» la realtà. Negli anni Massimo (da adulto il bravissimo Valerio Mastandrea) cresce all’ombra di quest’assenza primaria, che popola però i suoi giorni, le sue notti, la sua intera vita. Solo più avanti il padre, di fronte al dolore, gli rivela che la madre, già ammalata, è morta d’infarto. Ma non è vero. Diventato giornalista apprezzato e famoso, inviato anche in Bosnia, alla morte del padre Massimo fa ritorno nella casa natia (una sorta di grembo materno) per dismetterla. In mezzo agli album di ricordi, grazie ad alcuni incontri (una dottoressa di cui s’innamorerà) o episodi fortuiti (o provvidenziali?), il «fantasma» che ha popolato i sogni della sua giovinezza poco per volta prenderà sempre più la forma di un «passato» con cui è necessario fare i conti per «sopravvivere». Attraverso la vicenda di Massimo, Bellocchio ci riporta indietro tra gli anni Sessanta e Novanta, in un’Italia che molti ritroveranno piacevolmente descritta sullo schermo grazie anche a una bella colonna sonora, impastata sì di canzonette, ma che hanno fatto la storia di un Paese. A imporsi sopra tutto è il tema del dolore e del potere che esso ha di «distruggere» e infiltrarsi nei meandri complessi della nostra coscienza (come il mostro Belfagor), quando non lo si affronta e lo si gestisce al meglio (la menzogna a fin di bene). Un dolore (ma a volte anche rabbia) pure fatto di lunghi silenzi, di desideri infranti, di nostalgie represse, a fronte del quale solo la luce della verità - unita forse alla fede, come Roberto Herlitzka, nei panni di un prete, cercherà di spiegare al ragazzo - può riuscire a illuminare ancora l’esistenza e ridarle nuova «vita». La stessa che per fortuna, qualche volta, ci permette, nonostante tutto, di danzare ancora. Un film assolutamente liberatorio.

Temi: infanzia, dolore, morte, lutto, passato, memoria, nostalgia, menzogna, riconciliazione, vita, famiglia 


moglie vacanza

In estate, il Cinema va in vacanza?

30.07.2016

Anche quest’anno possiamo rilevare che sempre più sale del nostro circuito riducono drasticamente il periodo di chiusura nel periodo estivo. Il famoso cartello “Chiusura Estiva” che campeggiava per settimane, se non dire mesi, almeno per molte realtà sembra un lontano ricordo. L’ormai consolidata abitudine del mercato ad aprire la nuova stagione già dalla fine agosto con titoli, quasi sempre family, di notevole potenziale per il botteghino ha indotto anche i nostri esercenti più restii ad anticipare l’apertura delle sale.

Certo rimane la difficoltà ad avere il gruppo volontari già perfettamente operativo per giorni di programmazione così a ridosso delle vacanze, ma diciamo che gli ottimi risultati registrati in tale periodo negli anni passati, hanno ampiamente giustificato queste fatiche e aiutato a superare certe resistenze.

Forse assieme a questa ragione molto concreta, è anche cresciuta da parte delle nostre sale la convinzione che se si vuol essere un vero presidio culturale e sociale per la comunità occorre garantire una presenza significativa e costante. Anche per il fatto che le arene estive sono sempre più rare, per l’onerosità dell’investimento derivante anche dalla tecnologia digitale, è ancora più necessario che i periodi di chiusura si riducano allo stretto indispensabile.

A tale proposito è legittimo chiedersi se il tanto auspicato prolungamento delle uscite dei film anche nei mesi estivi, assieme a una legislazione realmente a sostegno degli investimenti per l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale, spingeranno a breve altre nostre strutture a dotarsi di adeguati impianti di climatizzazione così da poter richiamare pubblico per dodici mesi all’anno. E’ un’ulteriore dimostrazione che se vogliamo realmente incrementare e stabilizzare i risultati in termini di presenze e di incassi, occorre sostenere le nostre sale. Come? Con progetti finalizzati al sostegno della gestione, con azioni puntuali e strutturate in affiancamento a chi le gestisce.

Nel frattempo noi di ITL continuiamo a lavorare con grande impegno per un avvio di stagione che sia il più possibile ricco di buoni risultati per tutti.

 

Articolo tratto da: http://www.sdcmilano.it/cinema-itl/in-estate-il-cinema-va-in-vacanza-1.131680


"Chiamatemi Francesco": le sale Acec in attesa del film sul Papa 

E’ forte l’entusiasmo delle Sale della Comunità dell’Acec, già attive nella promozione del tanto atteso film di Daniele Lucchetti che uscirà giovedì 3 dicembre in 700 schermi (dato fornito da Mediaset).

“Chiamatemi Francesco” è il primo film sulla vita di Papa Francesco che sarà presentato anche in anteprima mondiale in Vaticano il 1 dicembre.

Sostenuto dalla produzione TaoDue e distribuito da Medusa, il regista di “Mio fratello è figlio unico” e “La nostra vita” torna al cinema con un’opera di interesse mondiale che ripercorre la vita del Santo Padre dalla giovinezza fino al 13 marzo 2013, giorno dell’elezione a Pontefice. Si tratta di un film atteso dalla chiesa cattolica mondiale, dalle altre confessioni e dal mondo laico per la figura di riferimento imprescindibile per tutti che Papa Francesco ha saputo diventare in pochissimo tempo in tanti ambiti diversi.

 

Per le sale Acec sarà un onore e un’emozione poter ospitare il racconto che svelerà il percorso che ha portato un figlio di emigrati italiani in Argentina, Jorge Bergoglio, dalla vocazione attraverso gli anni bui della dittatura militare e l'intensa opera pastorale nelle periferie di Buenos Aires, a diventare la guida della Chiesa Cattolica. E’ una storia che viene da lontano e che entrerà nel cuore di tante persone nelle Sale delle Comunità sparse in tutta Italia comprese le tante periferie che il Papa ha a cuore.

 

Sono già iniziate le attività di promozione del film nelle Sale della Comunità coordinate da Acec con i Servizi Assistenza Sale (i SAS territoriali) e grazie alla collaborazione con Medusa e il supporto di QMI. Materiale conoscitivo e di approfondimento del film sarà disponibile già nei prossimi giorni nelle sale, accanto ad una serie di altre operazioni comunicative sul web e sulla stampa, non ultima la possibilità di ospitare il regista Daniele Lucchetti in alcune Sale della Comunità sparse lungo lo stivale per inaugurare il suo film nel cuore culturale di alcune comunità cristiane.

 

Articolo tratto da: http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news/00005953_Chiamatemi_Francesco__le_sale_Acec_in_attesa_del_film_sul_Papa.html


Cinema Incontro…Molto più di un cinema…

Una sala cinematografica piccola e modesta, stretta tra due edifici, l'Oratorio e la Scuola Materna. Ecco come appare il Cinema Teatro Incontro ai passanti, quando riescono a voltare lo sguardo intercettando l'insegna. E' solo osando varcare la porta vetri dell'ingresso che si scopre un ambiente abitato da tanto fermento e passione. E forse non poteva che essere così, perché i bambini, gli adolescenti, i giovani che vivono e crescono intorno al cinema, motivano, richiamano gli adulti a stare insieme, a collaborare, a rinnovare.

 

Il Cinema Teatro Incontro è così, è rinato di recente nel suo look e nelle continue proposte innovative sia nella strumentazione tecnologica che nei contenuti ed è vicino alla realtà concreta dei nostri giorni, proponendo esperienze culturali di qualità ad un prezzo accessibile.

Oltre alla programmazione ordinaria, si è concluso con un grande successo, l'appuntamento con l'edizione primaverile della rassegna di Cineforum, che quest'anno ha avuto un titolo più che mai di buon auspicio: “Rinascite”.


L'iniziativa, partita il 20/04 per quattro lunedì, è nata dalle idee e dalle risorse messe in comune dalla Parrocchia, l'Amministrazione Comunale e l'Associazione di Psicologi “Altra Psicologia”, con il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto ONLUS.
Protagonisti della rassegna, troviamo 4 film imperdibili nel panorama cinematografico dell'ultimo anno: Birdman di Inarritu, pluripremiato film holliwodiano, Due giorni e una notte dei raffinati fratelli Dardenne, Il ragazzo invisibile, coraggioso film fantasy di Salvatores e infine In Guerra, del giovane e promettente Sibaldi, nell'inedita versione cine-teatrale – appuntamento unico in provincia - con voce narrante e colonna sonora eseguite dal vivo.


La proposta è quella di costruire insieme con il pubblico un dibattito volto ad approfondire l'opera artistica in sé e a riflettere sulla vicenda umana messa in scena. …una proposta nuova e al contempo sempre la stessa: incontrarsi, mettere in comune, confrontarsi e divertirsi insieme…con il risultato di aver avuto oltre 400 spettatori, per un’edizione letteralmente sfavillante.


Il risultato della stagione cinematografica 2014/2015 è sotto l’occhio di tutti, oltre 7000 spettatori da settembre a giugno, per un trend che da oltre 4 anni è in continua crescita per la nostra Sala della Comunità, che finalmente riesce ad essere al servizio della comunità stessa e che grazie alla preziosa collaborazione di oltre 60 volontari, riesce sempre ad offrire un ventaglio di proposte cinematografiche degne delle sale più blasonate, giungendo ad oltre 245 proiezioni ad anno cinematografico.


Molto più di un cinema…

A "MIA MADRE" di Nanni Moretti il Premio della Giuria Ecumenica a Cannes 2015 


 Nell'ambito del Festival di Cannes 2015 (edizione n°86, 13-24 maggio) è stato assegnato il Premio ecumenico al film Mia madre diretto da Nanni Moretti. Una giuria internazionale formata da protestanti e cattolici ha riconosciuto al film italiano la capacità di "esplorare con grazia e humour temi fondamentali come il lutto e il suo superamento".
La Giuria Ecumenica era composta da: Barbara Lorey de Lacharrière (Francia, Presidente), Chiara Fortuna (Italia), Andrew Johnston (Canada), Marie Nicole Courboulès (Francia), Joylyon Mitchell (Gran Bretagna), Jonathan Guilbault (Canada).
La Giuria ha assegnato  menzioni speciali per altri due titli della competizione: La loi du marché di Stéphane Brizé (Francia): "Per il suo profetico sguardo sul mondo del lavoro e la sua acuta riflessione sulla nostra tacita complicità con le disumane logiche del mercato".  Taklub di Brillante Mendoza (Filippine) : "Per il sensibile ritratto di individui e di una comunita che lottano per la sopravvivenza dentro scenari di dolore e morte all'ombra di catastrofi naturali nelle Filippine".
 
 
Articolo tratto da: http://www.siti.chiesacattolica.it/pls/siti/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=15550